Psicologia pre e perinatale
Psicologia pre e perinatale
“La capacità del feto di ritenere memorie corporee è qualcosa che deve essere riconosciuto, dato che esiste un certo numero di prove secondo cui, da un certo periodo prima della nascita, nulla di ciò che viene provato dall'essere umano viene perduto” - Donald Woods Winnicott
Queste affermazioni dello psicanalista e pediatra inglese Winnicott ci aprono la strada per mettere in risalto l’ultime scoperte della psicologia pre e perinatale che aprono un mondo di risposte alle reazioni e condizionamenti comportamentale.
Freyberg parla della gravidanza come la prima "posizione ecologica" che occupa il bambino: l'utero è il primo ambiente che incontriamo prima di nascere. E questo ambiente è ricco di nutrimento, di emozioni e stimoli. Da qui nascono le riflessioni sul "dialogo primario" tra madre e figlio in utero che avviene sì mediante i movimenti fetali, ma anche attraverso l'immissione in circolo di ormoni e sostanze biochimiche che trasportano i messaggi di entrambi. Il bambino prenatale è un individuo attivo in tutti i mesi di gravidanza e la madre è quindi "co-creatice" con il bambino.
Socrate dice: "la saggezza inizia nella meraviglia" e Freyberg aggiunge: "la saggezza inizia già nell'utero. Ogni individuo è un insieme di parti, emotivo, sociale, psicologico, neuro-endocrino – e spirituale aggiungo io – che lo costituiscono e queste, che sembrano divisibili, in realtà non possono essere divise, il tutto non può essere diviso". Così come la vita umana è un continuum indivisibile, la continuità diviene il pilastro su cui fonderemo l'equilibrio e l'omeostasi umana. La discontinuità invece porta malattia e caos. Un esempio può essere quello in cui un neonato viene separato improvvisamente dalla madre: questo porta a difficoltà di attaccamento e adattamento. La discontinuità si ripercuote sia a livello fisico che psicologico e tutto ciò diviene un disagio progressivo che si ripercuote a livello sociale. il prof. Freyberg sostiene che le frustrazioni croniche sono le radici della violenza. Ed è anche per questo che bisogna tutelare e sostenere la gravidanza, anche per dare la possibilità ai nuovi individui di avere e mantere l'omeostasi garantendo così una società di equilibrio e pace.
Le scoperte rivoluzionarie avvenute nel corso degli ultimi anni nel campo della neuroscienza e della psicologia cognitiva hanno trasformato le nostre conoscenze sullo sviluppo infantile. Ora sappiamo che tutto ciò che il nascituro sperimenta nell’utero materno e dopo la nascita lascia un’impronta indelebile nel suo cervello.
Ogni esperienza influenza la personalità del bambino; nel rebirthing chiamiamo scenario di nascita l'insieme di fatti ed emozioni che circonda l'essere umano dal concepimento in poi: come stato questo concepimento? un atto di amore o violenza? è desiderato come maschio a femmina? è voluto o meno? era programmato? è arrivato per cucire una relazione? la madre ha avuto una esperienza di aborto in precedenza, o credendo di non volere la gravidanza ha pensato che fosse meglio abortire? Tutti gli eventi, i pensieri, il dialogo interiore della madre, traumi e paure vissuti duranti la gravidanza e il tipo di parto (podalico, cesareo, cordone ombelicale al collo, gemellare, forcipe, prematuro, indotto, ecc.) sono causa di una cascata di cambiamenti biologici - non solo nel cervello, ma in tutto il corpo; e lasciano un'impronta che influenzerà il comportamento, l'approccio del bambino alla vita. Si formano allora i primi schemi di pensiero, le credenze che faranno di fondamento, di base per costruire le esperienze che vivremo in futuro.
Se non ce ne rendiamo consapevoli, e non andiamo a indagare e a cambiare le etichette che abbiamo attribuito alla vita in questi momenti, possiamo passare la nostra esistenza ricreando la nostra nascita senza mai integrarla. In questo modo ci precludiamo la scoperta meravigliosa del senso di questa meravigliosa avventura che è vivere.